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Vlady positive vibrations

A volte da spunti apparentemente assurdi vengono fuori dei tatuaggi straordinari.

Attratto, fin da piccolo, da ogni forma d’arte ed espressione visiva, Vlady ha sempre disegnato e sperimentato con la creatività.
A 17 anni trova il primo sfogo concreto a questa esigenza nella scultura, lavorando la pietra leccese ed il legno. Di questa esperienza porterà con se una predilezione per i volumi molto accentuati e spigolosi. Successivamente, in maniera del tutto casuale, incontra il tatuaggio. È il periodo in cui in italia si comincia a parlare di “cultura del tattoo” e per Vlady è inevitabile subire il fascino di questa arte antica, che proprio in quel periodo stava entrando in una fase di mutazione importante. Comincia a frequentare vari studi, approdando al Tattooing Demon di Roma dove si sente già

forte l’influenza di artisti che faranno la storia del tatuaggio orientale, reinterpretandolo: la famiglia Leu, Mick di Zurigo , Ed Hardy, lo stesso Horiyoshi III ed altri. Inizia così il suo studio sulla dinamica da applicare ai soggetti ed alle diverse zone del corpo per dare la sua personale lettura di entrambi. Viaggia moltissimo per partecipare a convention e collaborare con diversi artisti che ne influenzeranno lo stile. Oggi predilige temi ispirati all’arte orientale ma ama anche soggetti traditional o derivati da stampe medievali. Ma la cosa fondamentale per Vlady resta il poter dare la sua interpretazione alle idee della gente: “a volte da spunti apparentemente assurdi vengono fuori dei tatuaggi straordinari!”


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